| Madonne
e Angeli Biscuit di devozione popolare
Giornate
scandite dal suono delle campane, in cui la preghiera era una consuetudine
che si compiva almeno due volte al giorno: al mattino appena alzati
e alla sera prima di coricarsi.
Una vita regolata dal calendario delle feste religiose e dalle ricorrenze
liturgiche, occasioni in cui la religiosità popolare si esprimeva
con tutto l’entusiasmo e la dedizione di una fede a tutto
tondo.
L’Ottocento, secolo di grandi trasformazioni,
ha visto comunque un’Europa in gran parte ancora contadina
e legata a ritmi e tradizioni che avevano come fulcro la religione.
Le testimonianze artistiche di questa religiosità
sono infinite e si esplicano con opere che vanno da quelle dell’umile
artigiano a capolavori dell’Arte mondiale.
L’oggetto della mostra - Madonne e Angeli biscuit di devozione
popolare - pone l’accento su un particolare aspetto di quella
religiosità: le statue e le acquasantiere che ornavano le
case della gente comune.
Erano oggetti destinati ad essere posti sul focolare,
sopra un inginocchiatoio oppure davanti ad un altarino domestico
dove di solito era posto un quadro, una o più statue di Madonne,
Santi od Angeli ed almeno un’acquasantiera, quest’ultima
portatrice di particolari significati di purificazione e benedizione.
Questo era il luogo sacro della casa, luogo in cui era possibile
raccogliersi in preghiera, ma anche dove il Soprannaturale assumeva
una veste più familiare, in cui il sentimento religioso poteva
esprimersi più liberamente.
La Madonna o il Santo venivano invocati e implorati, ma anche baciati
e accarezzati a lungo quasi che il gesto stesso esaudisse quel bisogno
di consolazione invocato con la preghiera...
E di questo rapporto intenso e così intimo
con il Divino ne sono testimonianza le parti scolorite e rovinate
di molti pezzi della collezione.
Sono oggetti inoltre che assumevano un particolare
significato taumaturgico per i malati e gli infermi. Se da sempre
infatti le immagini religiose sono venerate in quanto ritenute in
grado di produrre guarigioni miracolose, è stato però
solo nell’Ottocento che le manifatture europee di porcellane
si sono dedicate anche alla produzione su vasta scala di statue
e acquasantiere devozionali.
Se pensiamo che le prime guarigioni miracolose a Lourdes
ebbero un’eco enorme, tanto da suscitare dispute scientifiche
e religiose in tutto il mondo, si può immaginare quanto il
possedere un’immagine di questo o quel Santuario, di questa
o quella Madonna fosse importante. E nel momento della scelta di
cosa riportare a casa come segno del viaggio è probabile
che abbia giocato un ruolo importante proprio l’oggetto in
sé: la statua.
Se il santino si poteva portare con sé custodito
tra gli abiti o se un’immagine poteva essere appesa a capo
del letto, una statua la si sceglieva anche per la sua fisicità,
per quell’occupare uno spazio concreto e fisico della propria
casa.
Ed è proprio nelle case delle persone che dobbiamo immaginare
di entrare, passando dall’abitazione più modesta ad
una sontuosa dimora...
La raccolta di questa mostra presenta pezzi in porcellana
biscuit e "vecchia Parigi" prodotti nell’arco di
circa un secolo tra la prima metà dell’Ottocento e
la prima del Novecento. Si tratta di oggetti di arte sacra, in prevalenza
statue, destinati al culto domestico e di produzione seriale, che
traevano ispirazione da episodi biblici e dalla tradizione devozionale.
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