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Aquasantiere e Altarini

L’acquasantiera - o secchiolina o piletta, com’era definita prima dell’Ottocento - è un oggetto che riveste particolari significati di purificazione, benedizione e rigenerazione dovuti all’elemento primordiale che contiene: l’acqua.
In particolare l’acqua benedetta evoca l’acqua del Giordano, dove S. Giovanni Battista compì il primo sacramento cristiano, il Battesimo.
Nel corso dei secoli l’acqua benedetta è sempre stata presente nelle case dove faceva parte di una ritualità quotidiana o al capezzale degli ammalati che ricevevano il conforto dei sacramenti. Raffigurazioni di secchioline sono presenti nella pittura italiana sin dal 1300.
L’acquasantiera riveste molteplici significati antropologici, religiosi e rituali che accompagnano la vita del credente dalla nascita alla morte.
Attraverso l’acqua si riceve una benedizione che purifica e che permette di accedere alla salvezza dell’anima.

Questo elemento salvifico e taumaturgico dell’acqua è fortemente presente nelle apparizioni, dove talvolta la fonte scaturisce dalla terra a causa del prodigio compiuto dalla Madonna, come nei casi di Lourdes e Caravaggio.
Se l’acquasantiera è presente da secoli nell’arte minore con esempi di squisita fattura, è durante l’Ottocento e i primi due decenni del Novecento che trova larghissima diffusione presso tutti i ceti. In quel periodo la creatività degli artisti ha riprodotto nelle acquasantiere raffigurazioni religiose veramente infinite sui temi maggiormente rappresentati: Angeli e Madonne.

Un capitolo a parte sul tema acquasantiere è infine rappresentato dagli altarini esposti in mostra. Sono in gran parte acquasantiere da tavolo ed erano in genere poste sopra ai comodini di fianco al letto. Sono oggetti in porcellana dura bianca, chiamata comunemente "vieux Paris". Alcuni sono decorati con fiori elaborati o motivi tondeggianti detti "a palla di neve". Taluni presentano decorazioni delle edicole con particolari architettonici molto ornati e tracce di policromia. Sono stati prodotti intorno alla metà del secolo XIX e sono ascrivibili a manifatture francesi.

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